Alto Adige, doppio passaporto, – Tiscali Notizie

Registrazione Domini Web Hosting


MICROchip

MICROchip
Registra qui il tuo Dominio:

L’Alto Adige è Italia! Il doppio passaporto italo-austriaco “non s’ha da fare…”. Il nostro Paese è da qualche tempo impegnato a “sminare” rivendicazioni antitaliane di Vienna. Comportamenti che nel giugno dello scorso anno hanno di fatto costretto il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Enzo Moavero Milanesi a disdire uno degli incontri bilaterali tenuti ciclicamente con la sua omologa austriaca, proprio per le ricorrenti affermazioni circa lo studio di un disegno di legge ad hoc del Governo austriaco per conferire la cittadinanza dell’Austria e il relativo passaporto ai cittadini dell’Alto Adige di lingua tedesca e ladina. Un’iniziativa che ha incrinato il clima di serenità e fiducia reciproca, che costituisce la premessa necessaria per la buona riuscita di questo tipo di incontri.

Il doppio passaporto

“Quella di Moavero è stata una presa di posizione opportuna”, ha detto Alessandro Urzì, consigliere provinciale di Fratelli d’Italia, “non è assolutamente di poco conto che gli austriaci continuino a ribadire una richiesta che prevede per gli altoatesini di lingua tedesca e ladina la partecipazione alle elezioni per il Nationalrat (il Parlamento austriaco) e al servizio civile. Senza contare che è stato promesso (strumentalmente) l’accesso alle prestazioni sociali per chi dovesse decidere di trasferirsi in Austria”. L’accesso alla cittadinanza comporterebbe un costo di 660 euro. Potrebbero farne domanda gli altoatesini che si sono dichiarati, ai censimenti linguistici italiani previsti dallo statuto di autonomia, di lingua tedesca oppure ladina. “Un progetto di assoluta gravità”, sostiene il consigliere provinciale.

Il consigliere provinciale Alessandro Urzì

Europa sovrana

Mentre si parla di Ue, di Stati Uniti d’Europa, di sovranismo Europeo e di esercito comune, di fibra ottica che unisce, ci sono paesi che assumono atteggiamenti restauratori. Un passo indietro, come se il mondo tornasse a comunicare solo con la cornetta del telefono. Urzì è preoccupato. “Si verrebbe a creare un contesto non giustificabile a livello Europeo: una porzione di territorio italiano verrebbe in questo modo abitata da una maggioranza di popolazione di un paese vicino. Sarebbe una situazione che metterebbe in discussione il fondamento della sovranità italiana sull’Alto Adige. La provincia di Bolzano è – peraltro – un ente che gode di una autonomia praticamente quasi assoluta: sono poche le materie sottratte all’autonomia provinciale (difesa, politica estera, la moneta e pochissime altre cose). E’ evidente: si sta tentando di creare uno status di governo del territorio molto forte e unico a livello nazionale. Sarebbe drammatico: perché il giorno dopo l’Austria potrebbe rivendicare la piena sovranità sull’Alto Adige. E allora il conflitto sarebbe inevitabile”. Ecco perché va detto no: “C’è una situazione di eccezionalità dello status dell’Alto Adige che non giustifica le pretese del governo austriaco”.

La “quietanza liberatoria”

Nel 1992, l’Austria aveva rilasciato all’Onu una “quietanza liberatoria” che avrebbe dovuto mettere fine alla controversia internazionale fra Italia e Austria sulla questione altoatesina. Tra le norme approvate, le più significative riguardavano il diritto alle scuole in lingua madre, il bilinguismo nei servizi pubblici, la riserva proporzionale etnica nel pubblico impiego e interventi sociali (casa, servizi, sanità in particolare) ai diversi gruppi linguistici, in base alla consistenza accertata da un censimento. In quell’occasione l’Austria ringraziò dicendo: “Si è completato il percorso dello statuto di autonomia, che salvaguarda la minoranza tedesca dell’Alto Adige”. Capitolo chiuso, dunque? Per l’Italia sì, per l’Austria (evidentemente) no. “Il fatto che l’Austria abbia dichiarato di voler concedere anche unilateralmente la cittadinanza austriaca solo ai tedeschi e ai ladini dell’Alto Adige ha significato e significa per noi un tradimento di quanto era stato concordato: perché oggi c’è la concessione della cittadinanza austriaca, domani l’estensione del regime fiscale, poi la leva obbligatoria, infine la richiesta di secessione dell’Alto Adige. Tutto ciò non può essere accettato dal punto vista politico. Ha fatto bene il ministero degli affari Esteri a chiarire definitivamente che il tema è irricevibile”, spiega Urzì.

L’atteggiamento dell’Austria

L’Austria, con il precedente governo, aveva dimostrato di volersi ingerire nelle cose dell’Alto Adige chiedendo un incontro con il consiglio provinciale altoatesino (e non con il nostro Stato) per discutere il problema del passaporto. “Io allora andai a Vienna per portare la mia formale protesta, ma non mi fu nemmeno concesso il diritto di avere una traduzione simultanea del mio intervento”.  Come dire, noi per le cose dell’Alto Adige ci confrontiamo esclusivamente in tedesco. “In Italia ci sono delle correnti di pensiero che vorrebbero spingerci nelle mani dell’Austria. Di fatto, esiste una presenza istituzionale in consiglio provinciale estremamente radicata di forze dichiaratamente secessioniste. Ed esistono forti tendenze iper autonomistiche che ambiscono ad una autonomia integrale”, rileva il consigliere provinciale. Anche l’Italia ha ottenuto il doppio passaporto per gli italiani che vivono in Istria e Dalmazia … “certo, ma in queste aree gli italiani che sono rimasti lì non superano purtroppo l’1%. In Alto Adige i numeri sono molto diversi”.



Registrazione Domini Web Hosting


MICROchip

MICROchip
Registra qui il tuo Dominio:

Leave your comment