Genova, donna lascia il cane in auto sotto il sole: morto Golden Retriever

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Choc e sgomento in Corso Mentana a Genova. Una donna ha dimenticato in auto il proprio cane, un Golden Retriever di quattro anni, in auto. L’animale sarebbe rimasto sotto il sole per circa due ore. Al ritorno ha trovato ‘Ottone’ stremato all’interno dell’automobile. Immediato l’intervento da parte della polizia. Gli agenti insieme alla donna hanno provato in tutti i modi a rianimare il cane, anche attuando una sorta di respirazione ‘bocca a bocca’. Poco dopo, però, è morto.

Purtroppo per l’animale non c’è stato nulla da fare. La temperatura cocente, i finestrini chiusi e la mancanza di acqua si sono rivelati letale per il giovane Golden Retriever. La donna, in choc e in preda alla disperazione di fronte all’animale coperto da un telo in mezzo alla strada, rischia di essere denunciata per maltrattamento di animale.

Sono stati i passanti a individuare per primi il cane agonizzante in auto. Nessuno, però, è intervenuto rompendo il finestrino del mezzo e liberando così l’animale. Una mancanza che si è rivelata fatale per Ottone.

A cercare di consolare la donna ci ha provato il marito, sopraggiunto poco dopo: pare che la coppia stia vivendo un momento molto difficile perché dopo la nascita di un figlio passano buona parte delle notti in bianco. “Siamo stanchi e stressati” ha ammesso con un filo di voce l’uomo, commosso e abbracciando in lacrime la moglie, che davanti alla carcassa del suo cane coperta da una coperta termica era come incapace di parlare.

La donna ai poliziotti ha raccontato di essere scesa dall’auto per andare in casa per pochi minuti, “pensavo di tornare in macchina subito, per questo ho lasciato Ottone nell’abitacolo…”. Invece la donna è rimasta in casa per oltre un’ora, forse convinta che il cane fosse dalla mamma, a cui lo lascia quasi tutti i giorni. Invece Ottone era rinchiuso nell’abitacolo della sua utilitaria: e nessuno dei passanti che l’ha visto rantolante ha avuto la prontezza e il coraggio di spaccare il vetro per liberarlo. Si sono tutti limitati tutti ad avvertire il 112. Ma quando sul posto sono giunti i poliziotti delle volanti per Ottone non c’era più niente da fare. Gli agenti, fra cui un poliziotto noto per la sua passione per gli animali, hanno persino provato a praticargli una sorta di respirazione bocca a bocca, ma il cane ha avuto solo un sussulto, eppoi è morto. Fra la disperazione della padroncina, che poi, in attesa che la carcassa venisse portata via, è rimasta seduta sull’asfalto, paralizzata, abbracciata al marito, straziata dal dolore: “Era come un figlio, non doveva accadere, non me lo perdonerò mai” grida con lo sguardo nel vuoto stringendo una zampa del suo cane che spunta da sotto la coperta termica.

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