Tutti gli appuntamenti (veri e presunti) del 2024 a Genova

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Il 2024 si annuncia, almeno a sentire gli slogan istituzionali, come un traguardo tutto particolare per importanti realizzazioni a Genova e nel territorio regionale. In primo luogo dovrebbe essere completato il Terzo Valico Ferroviario al quale si sta lavorando da qualche anno e si dovrebbe realizzare l’aggancio a Tortona per raggiungere Milano che è il primo, vero grande obiettivo della linea ad Alta Capacità. Al tempo stesso., se decollasse entro pochi mesi (ma tutto è in forse)  potrebbe essere  anche l’anno in cui potrebbe essere in via di completamento la fatidica “Gronda”, sempre che per davvero si dia inizio ai lavori. Ma l’altro giorno è stato annunciato che per il 2024, se per il 2021 si cominciasse a costruire sul serio, potrebbe avverarsi il trasferimento della Facoltà di Ingegneria e Architettura sul colle degli Erzelli. Infine – l’annuncio è di pochi giorni fa –  se alla fine dell’anno partisse il primo colpo di piccone, avremmo anche il famoso “ribaltamento a mare” della Fincantieri di Sestri Ponente. Tutti gli annunci, celebrati con squilli di trombe tanto per sollecitare media e social, sono però da riesaminare al microscopio. L’ipotesi più ottimistica riguarda il Terzo Valico ferroviario: il progetto è partito dopo poco meno di vent’anni di annunci perché c’è stato un lungo e assurdo rimpallo tra il Governo, gli enti locali e l’agitazione di movimenti ecologisti. Poi, a Dio piacendo, si è partiti e di fatto non ci si è più fermati. E’ molto importante che la linea prosegua subito sino a Milano (dovrà poi valicare le Alpi e puntare attraverso la Svizzera verso la Baviera) e non si fermi a Tortona. I dubbi maggiori riguardano gli altri progetti. A cominciare dalla Gronda che, come ha ricordato ieri un leader sindacale, doveva cominciare ad essere realizzata l’anno scorso, sulla base d’un progetti e di fondi già disponibili. Ma il pacchetto, messo a punto ai tempi del governo di centrosinistra, è stato stoppato dai ministri “grillini”, in particolare da Toninelli. Va ricordato che il M5s s’è sempre dichiarato contrario e ancora nei giorni scorsi c’è stato uno scontro tra lo stesso Toninelli e il presidente della Regione, Giovanni Toti. La Lega è favorevole, ma è un momento in cui i contrasti all’interno della maggioranza sono fin troppi.  E l’Università? Di tanto in tanto, sia pure sulla carta si fanno passi avanti sia a livello locale, sia a livello governativo. Ma nessuno  a Genova ignora che i docenti sono contrari in maggioranza e che gli stessi studenti sono poco inclini, preferendo le zone di Albaro, considerata la scomodità e i limiti di servizio della zona. Inoltre la vicenda del ponte ha, per molti aspetti, colpito la zona. Che dire? Nessuno a livello istituzionale e accademico si tira indietro, ma si procede con estrema lentezza. Il progetto, decollato con sottintesi politici e strategici nel frattempo tramontati, resta in piedi e si muove a fatica. Nei giorni scorsi, come si è accennato, ha ripreso quota il progetto del ribaltamento a mare. La Fincantieri, in questo momento, è una impresa in crescita e obiettivamente ben gestita. Ha un notevole pacchetto di commesse da nuove navi di ogni genere da distribuire nei suoi cantieri, Genova inclusa. In questo caso il ribaltamento, annunciato da dieci anni, è necessario. Sulla sua realizzazione, al di là dei vertici dell’azienda, oggi impegnata anche alla ricostruzione del ponte crollato, sono concordi le istituzioni locali, l’autorità portuale, i sindacati e lo stesso governo.  C’è la concreta possibilità di mettere a punto progetto e cantiere nel giro di boa della fine del 2019  e l’inizio del 2020. Si potrebbero forse utilizzare, se non scatteranno infiniti ricorsi (che non si possono escludere), i rottami del ponte per accelerare i lavori di muratura. Genova ha bisogno al più presto di molte nevi in cantiere. E’ il suo passato, ma anche il suo futuro.

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